"...Autodidatta, ha iniziato a
dipingere nel 1978 ispirata dal paesaggio alpino che le è diventato familiare
negli ultimi anni, per i lunghi periodi trascorsi sulle montagne del Trentino.
E' nato così il tema conduttore della sua pittura svincolata da schemi
accademici e convenzionali ed immersa in una sua peculiare suggestiva
dimensione di "ricerche"della memoria. Il paesaggio è un trait
d'union tra il ricordo e la realizzazione materiale di un'immagine che rimane
nell'intimo del sogno da cui riemerge in una mediazione che potrebbe definirsi
metafisica, in cui vi è come un solidificarsi, un costruirsi delle impressioni
che, da una partenza di emozione sensoria, conducono ad una ricostruzione
intellettuale..." Isotta Fellini
"La pittura di Ornella Pavirani ha una
sua spontanea e lieta freschezza...essa evoca un'atmosfera di
"reverie" filtrata attraverso le immagini. L'arte non imita e non
crea, ma riconferisce al mondo ciò che in esso si vorrebbe ancora trovare, gli
squillanti colori di porpora e di ametista, la musica delle acque limpide, il
fruscio di boschi incontaminati...le immagini di questa pittrice sono davvero
la casa di un essere in cui tutti vorremmo ritrovarci e consistere.
" Vera Passeri Pignoni
"...La natura in questa artista è ciò
che il tardo Hegel avrebbe definito contenuto dell'intimità, oggetto essa
stessa di pittura, condizione di vitalità e di restituzione ai sensi di ciò che
è a loro sottratto dalla spirale della storia. Così i suoi quadri, pur
costruiti con tenace pazienza, ci si porgono improvvisi, immediati, quasi come
sospiri. I colori brillanti della, le penombre colme di succhi rifuggono
dall'ornamentale idilliaco cercando nell'immagine il sogno di una vita remota,
i luoghi sospesi e inconsumabili della memoria, tra ogni ieri e ogni
domani." Stefano Santuari
"Vien da correre sui prati, sui monti,
sulla battigia al suono della marina. Quadri d'evasione, come scappar via
dall'età che abbiamo, dai barattoli degli uffici, per lasciar tutto e
conquistare un sereno, sempre sognato, quasi impossibile, fatto di cieli tersi
o minacciosi, di occhi colmi di stupori...Ornella Pavirani ci offre
insegnamenti nella bellezza dei silenzi, ci sa condurre nella suggestione delle
sue solitudini ove il fascino deriva dalla maestà delle cose semplici, che
possono essere di tutti. Ecco: un prato e un cielo, un mare che ripete i suoi
movimenti nel cielo, una catena di monti dagli scarti aspri, ma dolci nella
purezza della neve. Pochi elementi bastano per l'intonazione
dell'arte." Franco Ruinetti
"...Quello che incanta nell'opera di
questa artista è l'immediata capacità di cogliere il sentimento della natura e
di regalarcelo, reso visibile attraverso le forme e i colori magici che sa
trovare...Questi quadri parlano ai nostri cuori, col ricordo e il rimpianto di
un mondo perduto nella sua intatta bellezza e purezza, restituitoci attraverso
gli occhi di chi ha il dono di saperle vedere e
ricreare." Raffaella Serantoni
"...la sua è una realtà pacata, il
paesaggio è silente, gli alberi intervengono come personaggi nella stesura
dell'insieme. La descrizione accurata ha il sapore di certi libri naturalistici
inglesi, redatti da ladyes con cura e amorevole trasporto per tutto ciò che è
bello...I rumori cittadini, le ansie, le angosce si assopiscono in dolcissime
eteree visioni e una pacata serenità traspare in tutte le sue opere, veri brani
di poesia." Paolo Zauli
"Le colline dell'Appennino, i versanti
meridionali delle Alpi, i boschi, le radure, le valli, i solitari sentieri
montani sono la visione pressoché costante che la pittrice porta nel cuore e va
con fedeltà riproponendo nei suoi quadri. Il silenzio delle immagini non è mai
turbato dall'ingombrante presenza di uomini o animali. Qui si parla un altro
linguaggio, affidato ai moti dell'animo e del ventre, al frasario dei
sentimenti e a quello dei boschi e delle acque. Dovunque regna altissimo il
silenzio. Ornella Pavirani cerca nella natura il proprio interlocutore e il
dialogo talvolta si fa sottile e attento; non di rado si traduce in
canto..." Giorgio Ruggeri
"...Questa amica chiamata alla pittura
tutto lasciando dietro di sé si sprofonda fra le eterne masse del paesaggio più
solenne e quieto sia presso le Alpi sia presso il mare. Scheggia rocce, cerca
brillanti i riflessi di neve, tornisce cime d'alberi, trama ed annoda secchi
rami d'autunno tra le nebbie padane, come altri cercherebbe di far sorridere un
volto o splendere una chioma, tornire un braccio o lumeggiare occhi lucenti
d'amore e gioventù...Coglie il sorriso della natura dove ancora intatta appare
e forse è, nel mondo avvelenato dei nostri giorni." Geltrude Lollini
Spettoli
"Le pulsazioni segrete dell'inconscio,
alimentate da una felice creatività, si intessono nell'opera di Ornella Pavirani
alla suggestiva percezione della realtà naturalistica, creando armoniose
immagini, in cui si equilibrano con gusto sensazioni visive ed emozionali di
varie origini...La pittura di Ornella Pavirani ha così il pregio di parlare un
linguaggio accattivante, ma non sprovveduto, un linguaggio cioè di presa
immediata per l'osservatore...Le morbide masse coloristiche emergono da un
meticoloso lavoro di tonalità accostata, i piani si definiscono con pacato
ritmo prospettico, nel sommesso fraseggio delle ombre...risultando gradevole
l'impianto compositivo, grazie ad un accorto dosaggio delle intensità luminose,
in una variegata tavolozza." Lucio Violi
"...In un processo di avvicinamento
progressivo, fissando il particolare, entrando negli elementi che componevano i
grandi paesaggi di un passato seppure recente, Ornella Pavirani scopre il
vissuto essenziale dei grandi, sofferti, segnati alberi, fa esplodere il
colore, prima rattenuto e monocorde, di macchie e cespugli, di un sottobosco
che occupa tutto il quadro diventandone esso stesso protagonista, rende
metafisica e stringente una spiaggia ed un frammento di mare, evidenzia la
solitudine di un sentiero o di un orizzonte di neve. E' questo passaggio dalla
grande kermesse naturalistica ai piccoli ma importanti personaggi che la
determinano che fa esplodere nell'artista un'esigenza di scavo e di indagine
esistenziale, trasposta nei tronchi riarsi...Alberi come persone, con la vita
che gli corre dentro..." Valerio Grimaldi
"Ornella compone i colori e i tratti
paesistici di una intatta natura della terra e dell'acqua, vissuta
nell'immutabilità del tempo e nel cangiamento stagionale degli spazi...La resa
stilistica è semplice e lineare negli accordi cromatici, nel libero uso della
luce e nell'accostamento dei toni, tutto giocato tra rappresentazione manifesta
e figurazione interiore. E' l'incontro di una personale poesia dell'anima con
il lirismo originario della natura condensato in paesaggi che assumono una
specularità figurativa delle emozioni. Poesia della natura e poesia della
trasposizione pittorica che deposita in studio le forme raccolte dalle terre e
dalle acque, per completarle e solidificarle in paesaggi della fantasia...La
natura diventa favola, la favola diventa natura..." Vladimiro
Zocca
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